Ma quindi la privacy di WhatsApp è al sicuro inEuropa?

Dopo il ben noto messaggio di avviso e le successive precisazioni della società, facciamo il punto sulla situazione per l’Italia e l’Europa

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(Foto: Pixabay)

La privacy di WhatsApp è al sicuro in Italia? Lo scorso 7 gennaio milioni di utenti hanno ricevuto un avviso che richiedeva una conferma indispensabile per continuare a utilizzare l’app. Il messaggio aveva generato non poca confusione, tanto da spingere la società a intervenire con precisazioni che hanno permesso di fare più chiarezza sulla questione.

Il boom di download di Signal e delle app alternative a WhatsApp ha evidenziato quanto i cambiamenti e l’impossibilità di accettare o negare il consenso abbiano impensierito gli utenti. Il messaggio d’avviso dello scorso 7 gennaio dichiarava che “WhatsApp sta aggiornando i propri termini e l’informativa sulla privacy” andando poi a segnalare due principali argomenti come il servizio di WhatsApp e il trattamento dei dati e come le aziende possono utilizzare i servizi disponibili su Facebook per conservare e gestire le proprie chat di WhatsApp.

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(Foto: WhatsApp)

Ci si deve preoccupare oppure no?

La risposta breve è: qualcosa di minimo è cambiato, molto meno rispetto per esempio ai paesi al di fuori dell’Unione Europea e per ora non ci si deve preoccupare in modo eccessivo.

Svariati utenti si sono chiesti se d’ora in poi ci sarà una condivisione di dati personali tra WhatsApp e Facebook, come numero di telefono, informazioni su come si interagisce con altri utenti o aziende, dettagli sulle transazioni, sul dispositivo mobile utilizzato e sull’indirizzo ip.

La risposta è negativa. Per l’Italia e il resto dell’Unione Europea non è così, come specificato dalla stessa società: “Non ci sono modifiche alle modalità di condivisione dei dati di WhatsApp nella Regione europea (incluso il Regno Unito) derivanti dall’aggiornamento dei Termini di servizio e dall’Informativa sulla privacy“.

Viene anche specificato che non ci sono utilizzi di dati per migliorare le pubblicità su Facebook: “WhatsApp non condivide i dati degli utenti WhatsApp dell’area europea con Facebook allo scopo di consentire a Facebook di utilizzare tali dati per migliorare i propri prodotti o le proprie pubblicità“.

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(Foto: WhatsApp)

A cosa servono dunque questi cambiamenti unilaterali?

L’intento dichiarato è quello di semplificare l’interazione tra utenti privati e aziende (specialmente tramite WhatsApp Business), senza condivisioni e lasciando libertà di accettare o meno la comunicazione con un’azienda. Sempre il portavoce di WhatsApp spiega infatti che: “Per maggiore trasparenza, abbiamo aggiornato l’informativa sulla privacy per chiarire che, in futuro, le aziende potranno scegliere di avvalersi di servizi di hosting sicuro forniti dalla nostra società madre Facebook, per gestire le comunicazioni con i loro clienti su WhatsApp. Naturalmente, spetta sempre all’utente decidere se vuole o meno comunicare con un’azienda su WhatsApp“.

Perché Italia e resto d’Europa sono più protetti rispetto a Usa e altri paesi?

Per via del cosiddetto Gdpr, il prezioso Regolamento Generale per la Protezione dei Dati Personali, tanto che l’accordo per gli utenti del Vecchio Continente è con WhatsApp Ireland e non WhatsApp Inc, come per il resto del mondo.

Dobbiamo dunque aspettarci pubblicità su WhatsApp?

Per il momento niente fa pensare al debutto di post, banner o video come per esempio sulle altre app del gruppo, come Facebook e Instagram.

Fonte: Wired

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