Lo youtuber St3pny condannato a 8 mesi: sentenza storica in Italia

È arrivata, pesantissima, la sentenza per Stefano Lepri, in arte St3pny, conosciuto soprattutto fra i più giovani per essere uno youtuber di successo. Si parla da tempo del suo caso e della sua presunta evasione di imposte di oltre 1 milione di euro in 5 anni di attività valutata nel 2019.

Lo youtuber dovrà affrontare 8 mesi di carcere per evasione fiscale, in seguito alla sentenza del Tribunale di Firenze. La difesa aveva chiesto l’assoluzione dopo che Lepri aveva versato al Fisco quanto dovuto, ma non è bastato. La condanna è stata comunque ridotta rispetto al periodo chiesto dal pm Christine Von Borries, pari a un anno e quattro mesi.

Stefano Lepri, condanna pesante per evasione fiscale

Lepri si è sempre professato innocente, tuttavia le indagini hanno dimostrato un’evasione dell’IVA pari a 76 mila euro nel 2017, a fronte dei redditi recepiti nello stesso periodo che ammontavano a 344 mila euro. St3pny, secondo l’accusa, ha firmato contratti per la pubblicazione di banner sui propri video con agenzie pubblicitarie utilizzando la formula della cessione del diritto d’autore, che non prevede versamento di IVA nel caso in cui non sia prevista un’attività continuativa.

Secondo la Guardia di Finanza, però, l’attività dello youtuber è stata continuativa, quindi non compatibile con i contratti da lui formalizzati. E’ il primo caso in Italia che affronta il problema e che si conclude con una condanna simile, e siamo certi che la pesante condanna di Lepri farà nascere più di qualche paura a tanti giovani (e non) che hanno fatto del web la propria professione.

Il settore degli infuencer è in rapidissima crescita e in costante evoluzione. I professionisti del web percepiscono un reddito con regolarità, non saltuariamente, e divenendo veri e propri professionisti sono soggetti agli obblighi fiscali come avviene con gli altri mestieri più convenzionali. Il problema è che manca di fatto una normativa specifica, lasciando fin troppo spazio ad eventuali interpretazioni personali che, come nel caso di Lepri, portano a decisioni illegittime.

Lo stesso youtuber aveva in precedenza commentato: “Ho sempre pagato le tasse in buona fede, altrimenti sarei alle Cayman in Ferrari”, promettendo di aver collaborato con le Autorità con la “speranza che il mestiere dello youtuber venga regolamentato presto”, mestiere che spesso per le nostre autorità di rimane “in parte sconosciuto”, secondo Lepri.

Fonte: Hardware Upgrade

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